Lendinara, antica città del Polesine conosciuta come “l’Atene del Polesine” per il suo vivace passato culturale, sorta tra Adige e Adigetto, fu dominata dai Cattaneo, dagli Este e poi dalla Serenissima, vivendo secoli di sviluppo artistico e commerciale. Nel Rinascimento, grazie ai signori estensi e all’opera dei Canozi, conobbe un periodo di grande fioritura culturale. Tra Ottocento e Novecento la città si modernizza con industrie come zuccherificio, jutificio e fabbrica di concimi, diventando un centro produttivo dinamico. Durante il periodo fascista vengono realizzate importanti opere urbane, tra cui strade, ponti e l’ampliamento di Piazza Risorgimento. Un luogo di grande devozione è il Santuario della Madonna del Pilastrello, legato a un’apparizione mariana del XVI secolo. Meta di pellegrinaggi, rappresenta ancora oggi un importante simbolo di fede e tradizione per la comunità lendinarese.

Oggi Lendinara conserva un ricco patrimonio storico e culturale, testimoniato da musei, archivi e dalla Biblioteca Comunale “Gaetano Baccari”, cuore della vita intellettuale locale. Fondata nel Settecento, la biblioteca raccoglie preziosi fondi storici e rappresenta una vera cittadella della cultura. La città ha dato i natali a importanti figure come Giuseppe Marchiori, Angelo Rasi e Antonio Cappellini. Le antiche cartoline raccontano proprio questa evoluzione: dai palazzi storici alle trasformazioni urbane, fino alla vivace vita sociale ed economica. Uno sguardo affascinante su una comunità che, tra tradizione e modernità, ha costruito la propria identità nel tempo. La raccolta di cartoline che vi presentiamo è organizzata per luoghi — palazzi, chiese, monumenti, strade e altri scorci della città — così da offrire un percorso chiaro e suggestivo. Per ciascun luogo, le immagini storiche saranno affiancate da fotografie attuali, permettendo un immediato confronto tra passato e presente e mettendo in luce le trasformazioni nel tempo.
